Sii te stesso; tutti gli altri personaggi hanno già un interprete.
— Oscar Wilde.
Questo è il primo articolo sul mio nuovo blog. Ho appena iniziato a mandare avanti questo nuovo blog, quindi resta sintonizzato per altre informazioni. Abbonati qui sotto per ricevere una notifica quando pubblico nuovi aggiornamenti.
So cosa state pensando: “ecco un altro che vuole raccontare di se’ noiosooo”
Si sarò’ noioso ma spero anche istruttivo perche’ quello che mi e’ capitato e’ stato tremendo e’ orribile e spero che possa essere di aiuto a molti ragazzi e ragazze che si sono trovati in situazioni simili alla mia.
Ma prima partiamo con le presentazioni:
Mi chiamo Luca Carlino, sono nato a Grottaglie, in provincia di Taranto il 10 Luglio del 1989.
In questo blog ci saranno dei capitoli dove spieghero’ tutta la mia vita, dai frammenti di infanzia fino al capitolo finale dove ho preso una scelta difficile ma che ritengo essenziale per raggiungere la felicità.
CAPITOLO I “RICORDI D’ INFANZIA”
Non mi dilunghero’ molto su questo capitolo, spieghero’ brevemente alcuni dettagli fondamentali sulla mia famiglia …
Ho avuto una infanzia tutto sommato felice nei primi anni di vita. Ricordo che l’estate andavamo alla villa dei miei nonni materni a Montedarena, una localita’ marittima in provincia di Taranto insieme anche ai miei zii e zie, mentre l’inverno ricordo che spesso stavo a casa dei miei nonni materni sui tamburi (una frazione di Taranto) oppure dai nonni paterni a Paolo VI (un’altra frazione di Taranto) entrambe zone molto malfamate.
Nella mia famiglia siamo in 4 : i miei genitori e mio fratello Davide, il quale ci scambiamo quattro anni di differenza (io sono il piu’ grande)
Di quando ero molto piccolo fino ai 6 anni circa ricordo poco e niente solo un grande presepe a casa dei nonni materni ogni natale e le passeggiate con mio nonno che mi comprava sempre un ghiacciolo al limone.
CAPITOLO II ” I PRIMI PROBLEMI”
Non prendiamoci in giro, ognuno di noi ha dei problemi che siano piccolezze o grandi problemi ma ci sono e ci saranno sempre perche questa è la vita.
I miei problemi sono iniziati sin da piccolo, e in gran parte è dovuto al mio carattere, il classico bambino timido e introverso che tutti prendono di mira con scherzi e spintoni.
Non avevo via di scampo: a scuola venivo preso in giro in maniera superficiale alle elementari e in una maniera tutt’altro diversa alle medie e alle superiori ma questo argomento ha un capitolo apparte.
Io e la mia famiglia abitavamo in una piccola casa sui tamburi fino ai 11 anni credo, avevamo tutto vicino; la scuola, i miei nonni e il lavoro dei miei. Loro lavoravano entrambi nella scuola come collaboratori scolastici e chiaramente io andavo nella scuola dove stavano loro… Pessima pessima idea e sapete perche? semplice, perche tutto quello che mi è successo non lo mai detto a loro, ne ai professori. Mi sono tenuto tutto dentro e a volte volevo esplodere ma fin quando ho frequentato le elementari ci sono riuscito, dopo beh dopo no.
Quando non stavo a scuola giocavo nel cortile di casa insieme ad altri ragazzi, i miei primi amici, se cosi si possono chiamare… Non vi diro’ i loro nomi perche’ è irrilevante, vi basti solo sapere che erano persone viscide che mi hanno usato a loro piacimento, per arrivare al numero di una partita di calcetto o per scambiare giocattoli con “pietre preziose” (erano pezzi di vetro ossidati) o semplicemente perchè erano annoiati chissà.
CAPITOLO III “GLI ANNI DELLE SCUOLE MEDIE”
Andare a scuola può essere un grande peso per ogni bambino o ragazzo che sia, ma per me ogni giorno era un INCUBO nel vero senso della parola.
Ricordo ancora molto bene gli anni delle scuole medie, fu l’inizio delle mie persecuzioni.
Mia madre, che lavorava nella scuola in cui andavo io mi fece un favore da quel che ricordo. Le classi erano suddivise in sezioni che andavano in ordine alfabetico, dalla lettera A alla lettera H se non sbaglio. Come si puo’ immaginare le prima lettere erano le sezioni con la % di bambini piu’ tranquilli, figli di papà insomma erano le classi migliori in cui si poteva sperare di essere inseriti. Al contrario invece le ultime lettere come F, G, H beh, li c’era letteralmente la feccia dell’umanita’ figli di tossici o ex carcerati. Erano le sezioni piu’ brutte dell’intera scuola, neanche i professori volevano fare lezione li, anche se erano obbligati.
Mia madre non riusci a farmi mettere nella sezione A ma andai nella sezione E che era nella media. Ma parliamoci chiaro: i ragazzi sono tutti stronzi o sei vittima o sei carnefice, e io ero la vittima. Anche qui ero vittima di bullismo, scherzi, spintoni e prese in giro. Insomma il solito, nulla di cosi preoccupante, cose che succedeno da sempre in ogni scuola. Ma proprio in questi anni è iniziata la mia discesa verso l’oblio e, a distanza di tipo 18 anni, non ne sono ancora risalito.
Sono stati 3 anni di puro inferno, ma sono riuscito a superarlo finalmente con la pazienza e costanza.
All’ultimo anno delle scuole medie un giorno vennero delle persone a spiegarci i vari indirizzi delle scuole superiori e a lasciare volantini. Io ero molto emozionato, il mio cuore mi spingeva a prendere l’indirizzo classico. Ero affascinato dalle materie, sopratutto latino e greco ma… e si c’e’ sempre un ma, sia i miei professori che i miei genitori hanno denigrato le mie capacità spingendomi verso un altro indirizzo ovvero un indirizzo tecnico agrario. Questa e’ stata la scelta piu’ sbagliata della mia vita perche’ non e’ stata una mia scelta ma una conseguenza visto che purtroppo sono una persona che si fà condizionare molto facilmente. E da qui in poi la mia vita cambio’ drasticamente.
Prima di procedere col prossimo capitolo volevo avvisare tutti i lettori che trattero’ argomenti molto intensi. Quindi consiglio di leggere solo se si ha la consapevolezza di cio’.
CAPITOLO IV ” IL MIO TRAUMA”
Bene cari lettori, eccoci arrivati a un altro capitolo, uno dei piu’ lunghi, piu’ intenso e piu’ violento che ho vissuto nella mia vita ma partiamo con ordine.
Dopo essere stato manipolato a scegliere l’indirizzo di tecnologie agrarie era giunto il momento di frequentare le superiori, gli ultimi 5 anni prima di essere inserito nel mondo del lavoro e poi finalmente avrei potuto realizzare il mio piu’ grande sogno, diventare un Archeologo.
Non mi scordero’ mai quel giorno, era un pomeriggio di settembre, qualche giorno prima che inizio’ la scuola. Ci fu’ una riunione di benvenuto per i nuovi iscritti in una grande aula magna. Io ero insieme ai miei genitori che parlavano con diverse persone e io ero un po’ in ansia, si perche ogni volta che dovevo affrontare qualcosa di nuovo, che non conoscevo stavo sempre in paura.
La scuola si trovava a Massafra un paese a circa una trentina di km da Taranto, quindi per questioni logistiche la scuola offriva un convitto (una struttura con vitto e alloggio) per chi proveniva da fuori. Ora non ricordo con precisione se questa fu’ una mia scelta o dei miei so solo che dopo poco piu’ di 4 anni li dentro avevo intenzione di suicidarmi.
Ma torniamo un po’ indietro.
Mentre eravamo alla riunione dei nuovi arrivati i miei incontrarono una coppia che conoscevano, anche il loro figlio si era iscritto a questa scuola e cosi decisero insieme di farci mettere nella stanza insieme visto che era meglio stare con persone che si conoscevano e non con estranei. (anche se io lo conoscevo di vista perche’ frequentava la scuola media con me ma non la stessa classe)
Una domenica di metà Settembre, il giorno prima dell’inizio della scuola i miei genitori mi accompagnarono al convitto. Avevo una valigia con dentro robe e ricambi per una settimana, si perche’ al convitto funzionava cosi: si andava il lunedi o la domenica, frequentavi le lezioni la mattina e quando finivi si andava al convitto, una struttura attaccata alla scuola dove si mangiava sia a pranzo che a cena e se ti svegliavi presto anche la colazione. Il pomeriggio potevi fare attività fisica, c’era un campo da calcio, un paio di calciobarilla e un tavolo da ping pong. Nel convitto c’era anche una piccola biblioteca ,una sala studio per chi desiderava studiare li e non in camera e una sala video, una piccola stanza con una decina di sedie e una TV, dove spesso la sera ci si guardava un film tutti insieme. Nella parte superiore invece c’erano le camere composte da 2 o 3 persone.
Le prime settimane andava tutto bene, avevo iniziato a prendere confidenza con il mio coinquilino e spesso e volentieri uscivamo anche insieme la sera, sempre sotto la supervisione di 3 professori che ogni settimana si alternavano per fare le notti in convitto.
Col passar del tempo il mio coinquilino aveva degli atteggiamenti strani, ricordo una scena che ancora oggi mi fa sentire angosciato… Quando si faceva la doccia spesso e volentieri usciva con addosso l’accappatoio slacciato e si vedeva il pene intostato e ogni tanto se lo toccava davanti a me, come per incentivarmi a fare qualcosa. All’inizio non ci diedi peso anche perchè non avevo avuto ancora nessuna esperienza sentimentale, ne tantomeno sessuale.
Piu’ i giorni passavano e piu’ diventava invadente. Un esempio fu’ quando dovevo studiare per una interrogazione di chimica generale e andai nell’aula studio proprio per evitarlo. Lui mi seguì e si sedette affianco a me, sulla mia destra e mentre stava leggendo (anche se io sono ancora convinto che stava facendo finta) mi tocco’ il pacco, prima da fuori massaggiandomelo, poi mentre si stava intostando il mio pene (non ruscivo a controllarmi) mi mise la sua mano dentro ai miei pantaloni e continuava a toccarmelo, il tutto con altre persone presenti nell aula che stavano studuiando (per fortuna nessuno se ne accorse)
Io mi sentivo strano, angosciato e impaurito, sapevo che era sbagliato ma avevo paura di fare qualsiasi cosa. Non volevo dire niente a nessuno, specialmente ai miei che credo che da quell’episodio ho iniziato a provare rancori nei loro confronti.
La situazione stava degenerando, io cercavo di evitarlo e di respingerlo.
Una sera mentre eravamo usciti tutti insieme per un giro nella citta’ di Massafra lui mi prese per un braccio e mi trascino’ in un vicolo della citta’ vecchia, eravamo solo io e lui e iniziammo a farci una sega a vicenda. Ero pietrificato non riuscivo a parlare, non sapevo cosa stavo facendo ma abbiamo continuato fino ad eiaculare a vicenda. Ho i crampi allo stomaco ogni volta che ci ripenso.
Dopo un paio di mesi lui se ne ando’ dalla scuola per cambiare indirizzo lasciandomi un bel regalo, disse in giro che io ci avevo provato con lui, che ero un ricchione, un frocio. Da li non si capi’ piu niente, venni perseguitato a scuola, al convitto, tutti mi scansavano.
Ho cercato di resistere per 4 anni li dentro, sperando di diplomarmi e lasciarmi tutto alla spalle. Non volevo andarmene per non dare un dispiacere ai miei e rischiare di perdere un anno di scuola ma non ce lo fatta. Dopo aver subito per anni insulti verbali, fisici la mia mente era distrutta, mi ero auto convinto di essere gay. Non vedevo l’ora che arrivava il sabato mattina per finire la lezione e andare subito a Taranto.
CAPITOLO V ” LA MIA PRIMA RELAZIONE”
Dopo che fini’ il primo anno delle superiori, durante il periodo estivo mi iscrissi al Palafiom, una struttura nella mia città che offriva giochi a tema, sport e molto altro, li conobbi una ragazza molto carina, Clizia, mi piaceva molto stare con lei e notavo che anche a lei piaceva stare con me. La potremmo considerare la mia prima ragazza, anche se ufficialmente non ci siamo messi insieme, ne abbiamo fatto sesso, avremmo potuto ma non c’e’ mai stata l’occasione per un episodio che a breve vi racconterò.
Col passare dei giorni io e Clizia non ci vedevamo solo al palafiom ma continuammo a frequentarci anche al di fuori, la invitavo a casa e lei invitò me. La sera uscivamo in centro per una passeggiata con la ritirata delle 22.
Una sera abbiamo deciso di andare alla villa peripato, una parco nel centro della citta’, molto romantico. Trovammo una panchina e ci sedemmo li e stavamo pomiciando, nulla di che’ qualche bacio passionale e toccatine, quando a un certo punto un gruppo di 5 ragazzi si avvicino’ minacciosamente a noi importunando Clizia con parole offensive e iniziandola a toccare. Allora io mi sono alzato ma neanche il tempo di reagire che in 4 mi circondano e mi iniziano a picchiare e uno di questi mi punta un coltello svizzero vicino alla gola dicendo che mi avrebbe sgozzato. Io ero terrorizzato non mi era mai capitata una cosa simile. Clizia riesce a chiamare il 113 e i ragazzi si allontanano. Per chi volesse leggere l’articolo dell’aggressione vi lascio il link: https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/31069/taranto-branco-aggredisce-ragazza-al-parco.html
Fu’ un avvenimento traumatico per entrambi, specie per me. Da quel momento in poi con la fine anche dell’estate io e Clizia ci allontanammo fino al non sentirci piu’.
CAPITOLO VI ” UN NUOVO INIZIO”
Con la fine dell’estate e anche della mia relazione estiva era il momento di ritornare a scuola. Io ero ancora piu’ angosciato ma non lo davo a vedere, volevo resistere per non dare un dispiacere ai miei. Cosi col sorriso finto stampato sulla faccia ero deciso a iniziare il nuovo anno in maniera diversa, cercando di essere piu’ sicuro in me stesso. Ma ovviamente era solo un utopia… Tutto era rimasto invariato, stesse persone e stesse problematiche.
Quest’anno mi avevano inserito in una tripla, quindi con altri due ragazzi.
Beh stavolta era diverso, nessuno mi costringeva a fargli una sega o a guardare le parti basse ma la mia pshiche ne risenti’ lo stesso. In camera sembravano amici, si parlava si scherzava e si guardavano foto di donne mezze nude, insomma sembrava che avevo trovato un pò di pace, ma chiaramente era solo apparenza, buoni dentro la camera e carnefici appena stavano insieme agli altri e io continuavo a subire, tanto non poteva essere peggio del primo anno. E invece si, perche’ anche se non ho subito uno strupro vero e proprio tutti questi sfottò dalla mattina alla sera ogni giorno tutti i giorni per quasi quattro anni interi mi portarono ad un esaurimento nervoso che causo’ una classe distrutta e un paio di alunni feriti. Ah allora gli insegnanti notarono che qualcosa non andava, quando era troppo tardi ovviamente, chiamarono i miei genitori perche’ mi volevano espellere dalla scuola ma li i miei fecero una saggia scelta, mi tolsero da quell’inferno una volta per tutte e mi iscrissero all’istituto tecnico il Pacinotti a Taranto.
Da quel momento in poi decisi di non essere piu’ me stesso ma un altra persona, una persona fredda e distaccata, che ogni volta che doveva parlare modificava il tono della voce rendendola il piu’ cupa possibile, per non far trasparire tratti di una voce debole, da effeminato insomma.
Ricordo che era già il secondo semestre quando entrai nel nuovo istituto, chiaramente ero indietro con tutto il programma e non sono mai riuscito a recuperare, mi diplomai con un soffio con un punteggio di 62/100
In questo nuovo istituto, come dicevo poco fa’ ero un altra persona, non mi piaceva essere così ma venivo accettato e avevo anche degli amici, quindi perche’ rovinare tutto?
Passai un anno e mezzo felice, non ero così forse da quando ero bambino da quando mi ricordo almeno. Ero finalmente contento di andare a scuola, mi invitavano alle feste, a casa di qualche amico e la mattina andavo presto per andare a fare colazione al bar di fronte e a fumarci una sigaretta. Ovviamente mi facevo condizionare, ma non mi importava, io ero felice e volevo che la situazione rimanesse tale. Ma come tutte le cose felici ben presto finiscono e la mia felicità inizio’ a vacillare con culmine del diploma. Ognuno prese strade diverse e anche io presi una strada diversa… E anche qui le scelte che ho fatto alla fine mi hanno portato a una situazione drastica.
CAPITOLO VII ” DOPPIA PERSONALITA’ “
Bene, prima di procedere con la storia mi volevo soffermare su un capito breve, riguarda un tratto della mia personalita’. Come ho gia’ accennato in precedenza potete notare due Luca differenti:
Possiamo vedere che da bambino fino all’ adolescenza, verso i 15 anni, ero una persona dolce e amorosa, adoravo i miei, sopratutto mia madre. Ricordo che la abbracciavo sempre e che le davo dei baci. Ero una persona generosa, che non chiedeva niente in cambio. Ma ero anche una persona molto ingenua, che si faceva abbindolare da chiunque, una persona debole che veniva sopraffatta dal primo stronzo che se ne approfittava;
Verso i 16 anni in poi la situazione cambio’. Possiamo notare che ero diventato una persona un pò piu’ fredda e distaccata. Ero rimasto sempre generoso ma agivo di astuzia per esempio se mi chiedevi una sigaretta io te la davo ma il giorno dopo te ne chiedevo due anche se avevo il pacco intero nella tasca. Un esempio banale ma che non era nel mio stile, io davo senza chiedere nulla, ma mi ero reso conto che ognuno qui agisce nei propri interessi e cosi feci anche io.
Purtroppo alcuni tratti del mio carattere sono rimasti, tra cui il condizionamento e questo causò la mia discesa verso il baratro.
Quindi adesso chi sono io? la persona dolce e affettuasa o il cinico freddo e distaccato? Ahime entrambi.
CAPITOLO VIII ” MOMENTI FELICI “
La scuola è finita, il diploma è stato preso ed ora è giunto un passo importante nella vita di tutti i ragazzi e ragazze: entrare nel mondo del lavoro o proseguire gli studi per ambire al lavoro dei proprio sogni?
Ovviamente io scelsi la seconda scelta, cosi mi iscrissi al corso di ” Beni culturali per il turismo e l’ambiente” . Volevo realizzare il mio sogno, diventare un Archeologo e effettuare scavi in Egitto.
Ero appassionato della storia egizia, leggevo tutti i libri e gli articoli che lo riguardavano, guardavo con attenzione i documentari e i film attinenti come il grande Indiana Jones.
Cosi decisi di iscriversi insieme a una mia cara amica Ylenia. In quegli anni avevo adirittura due gruppi di amici, uno era il gruppo dei ragazzi dei portici, tutti ragazzi e ragazze che abitavano vicino a me, la maggior parte erano grandi avevano 26 anni mentre io ne avevo da poco compiuti 18 e non avevo ancora la patente, l’altro invece era un gruppo composto da ragazzi coetanei nel quale mi trovai inserito qualche anno prima grazie a mia cugina Melania. Ragazzi tranquilli ma relativamente tristi e monotoni, facevano sempre le stesse cose, frequentavano sempre gli stessi posti ma tutto sommato mi trovavo bene con loro.
Si sa le cose belle hanno sempre vita breve cosi il primo gruppo a scioglersi fu il primo, e io ci rimasi malissimo perche’ era il mio gruppo preferito, rimasi in rapporto con solo un ragazzo, Roberto (ragazzo/ex di Ylenia) che a lungo andare, si allontano’ anche lui da me.
Dopo questa breve parentesi ritorniamo all’università. Dopo essermi iscritto insieme a Ylenia girando per il cortile ci imbattiamo in una ragazza che chiede informazioni a noi, Marilina, una ragazza bellissima e intelligente, mi ero preso una cotta appena lo vista. Aveva dei capelli arancioni lunghi e lisci con un sorriso che mi rendeva sempre di buon umore.
Non ci volle molto che noi 3 diventammo un bel trio affiatato. Eravamo sempre insieme, studiavamo nell’ aula magna dell’università e andavamo insieme all’ Auchan a mangiare al MC’Donald. I primi mesi furono stupendi fino a quando qualcosa o meglio qualcuno interruppe questa armonia.
Prima di parlare di questa persona ritorniamo a circa un anno indietro quando avevo 17 anni.
Frequentavo ancora la scuola il 5′ superiore e tutti i ragazzi si vantavano di avere avuto storie di sesso e non. Io non ero ancora stato con nessuna ragazza, dal punto di vista sessuale, cosi tramite alcuni amici mi fanno conoscere una ragazza, un po bruttina di viso ma aveva un bel fisico. Dopo un paio di chiacchere andammo a casa mia e iniziammo a fare sesso, mi era piacito ma non ero del tutto soddisfatto. Cosi cercavo tramite internet sui vari siti per conoscere delle ragazze ma non ebbi molto successo.
Ora, non ricordo esattamente se era scaturito da qualcosa o solo per curiosita’, mi iscrissi anche su siti gay, e li si che venni contattato e non da poche persone. Cosi passavo ore sui siti gay a vedere in quanti mi avevano contattato. Mi mandavano messaggi spinti e foto di peni e culi, ma io ero molto titubante a rispondere. Avete presente quando dovete fare un colloquio importante di lavoro e avete dei brividi che vi partono da dentro e che non riuscite a controllare? Bene era la stessa sensazione che provavo io. Ricordo di aver fatto una marea di bidoni a quei ragazzi ma poi decisi di provare; mi contatto’ un signore aveva 38 anni credo che mi voleva incontrare per un caffe’ che poi caffe’ non era e si sà ma andiamo avanti. Dopo diversi bidoni fatti alla fine un giorno ci incontriamo, sale a casa mia e dopo qualche minuto di pomiciate mi fa un lavoro con la bocca fino a farmi eiaculare. Questa si che fu una sensazione che mi soddisfo’.
Per circa un anno e mezzo continuai a vedermi con ragazzi e qualche ragazza (due o tre).
Stando su questi siti si sà, ci si contatta per fare sesso, io non sapevo cosa volevo, era una esperienza totalmente nuova per me, la trasgressione, il sesso, appuntamenti flash di notte, imboscati in macchina o all’interno di un garage. Mi sentivo libero, potevo fare quello che volevo, quando lo volevo e con chi volevo.
Ma quindi a volte pensavo, ero etero o gay? magari ero bisex, tutte queste parole, come quando ti contattavano e mi chiedevano sei attivo, passivo o versatile? cioè io ero proprio un ignorante in materia, non sapevo nulla e quindi la maggior parte degli incontri finivano sempre incompleti, con qualche sega reciploca o pompini. E’ stato raramente che ho praticato la penetrazione, mi sentivo strano, sporco. Non ho mai vissuto il sesso nel vero pieno dell’emozione carnale che si dovrebbe provare, non con loro almeno.
Un giorno un ragazzo di 28 anni mi contatto’ (poi scopri’ che ne aveva 40 ma vabbè dettagli), non aveva la foto profilo e, per qualche strana ragione, ci incontrammo in macchina. Iniziammo prima con qualche carezza, baci e abbracci, non so mi sentivo apprezzato per la prima volta, una persona che non cercava solo sesso ma anche altro. Così continuanno a vederci piu’ volte, mi presentò ai suoi amici e uscivamo tutti insieme. Questa fu’ un’esperienza molto importante per me, perche’ mi face capire che effettivamente ero gay e lo ero sempre stato, anche se forse non lo mai accettato fino in fondo.
Io e Giacomo ci siamo frequentati solo per qualche mese nel periodo estivo. Quando eravamo da soli andavamo a casa sua, in un piccolo paese vicino Taranto. Non posso dirlo di averlo amato perchè mentirei, affezzionato forse si. Mi piaceva stare con lui perchè mi dava attenzioni sentimentali che non avevo mai avuto, mi faceva dei regali o piccoli gesti che mi rendevano felice. Ci siamo fatti anche un breve viaggio di qualche giorno in Emiglia Romagna, ma li la nostra relazione già vacillava, forse perchè il sesso era rimasto alla fase preliminare? (mai fatto penetrazione) o forse perchè scoprì che avevo avuto una tresca col suo migliore amico mentre lui era nella stanza sotto? o semplicemente perchè si accorse che questa relazione non avrebbe potuto evolversi in nessun modo? beh io direi un po’ tutto, ma fu meglio cosi.
CAPITOLO IX “IL VERO AMORE”
Come anticipato nel capitolo precedente, vi stavo dicendo che una persona interuppe l’armonia che si creo nell’ambito universitario.
Dopo aver chiuso i rapporti con Giacomo e con la fine dell’estate iniziò anche il primo anno accademico di beni culturali insieme alle mie amiche Ylenia e Marilina. Eravamo sempre insieme e io provavo sempre una forte attrazione verso Marilina.
Vi starete chiedendo ma com’è possibile? fino a poco fà avevi detto che eri certo di essere gay. Si esatto e’ lo confermo, pero’ non me lo so spiegare, veniva da dentro e volevo prenderla, baciarla e dirle quello che provavo. Ma non lo feci, perchè piu’ i giorni passavano e piu’ la nostra amicizia diventò piu’ forte e, per non rischiare di rovinarla lasciai stare.
Nel frattempo ero ancora iscritto sul sito gay e spesso vi entravo per andare a caccia, si perchè quando avevo voglia entravo e vedevo chi mi aveva contattato e se era online ci sentivamo. Un giorno vidi che un ragazzino di 18 anni appena mi contattò, un bel ragazzo magrissimo pieno di collane di acciaio e orecchini e così iniziammo a sentirci.
Ricordo ancora il primo giorno che ci incontrammo, io lo aspettai in macchina per piu’ di venti minuti, poi ci siamo recati nel centro della città e ci siamo fatti una grande passeggiata parlando di qualsiasi cosa. Dopo abbiamo trovato un bar il Mythos Cafe’e siamo rimasti seduti per piu’ di un ora. Dopo questo primo appuntamento ci siamo visti spesso e solo al secondo appuntamento lui mi portò alla sua villa al mare e dopo essere stati sul letto ci siamo toccati le mani e abbiamo iniziato a baciarci intensamente, ancora oggi ricordo questa emozione unica e intensa.
Mentre io continuavo a frequentare i corsi, continuavo a sentirmi con lui, Gianluca. Spesso veniva all’università e mi prelevava per uscire insieme. Io avevo riscontrato già i primi problemi all’università. Dopo i primi esami passati a pieni voti, avevo riscontrato un ostacolo con l’esame di latino e greco, non mi entravano in testa e non riuscivo piu’ a concentrami.
La relazione con Gianluca andava molto bene ma questa era un ostacolo con le lezioni che col passar del tempo trascurai l’università e le mie amiche fino ad abbandonarla.
Decisi di dedicarmi alla relazione con Gianluca, abbiamo passato cosi tanti momenti felici come il nostro primo anniversario insieme in Egitto per 15 giorni. Stare con lui mi faceva sentire me stesso, non mi vergognavo di fare facce stupide o risate isteriche, lui mi amava per quello che ero e io non potevo essere piu’ felice.
Ancora adesso a distanza di 12 anni stiamo ancora insieme, abbiamo passato di tutto ma siamo sempre riusciti a superlo in qualsiasi circostanza e sopratutto alla sua grande pazienza e amore per me.
CAPITOLO X “IL MIO FINALE”
Bene cari lettori, siamo arrivati al capitolo finale, non mi sono voluto dilungare molto su molti avvenimenti avvenuti durante i nove capitoli precedenti perche’ li ho ritenuti non rilevanti alla mia storia.
Non posso dare la colpa a nessuno per le scelte sbagliate che ho fatto nella mia vita, chissà se magari fossi stato una persona piu’ forte e costante magari mi sarei laureato e avrei potuto realizzare il mio sogno senza distruggere la mia relazione con Gianluca, o se avessi scelto alle superiori un indirizzo classico come volevo fare non avrei subito tutto quello stupro mentale che mi ha portato ad essere un’altra persona.
Ma non lo sapremo mai.
Ora mi ritrovo a 30 anni con un depressione tale da lasciarmi andare quasi completamente; non mi curo piu’ l’aspetto fisico, non mi interessa piu’ niente se sono triste o felice, ne di cercare un lavoro visto le innumerevoli delusioni che ho avuto in passato. Si lo so tutti abbiamo avuto delusioni ma la differenza sta in noi, chi ha la forza di andare avanti e chi si abbatte al primo ostacolo. Beh io non mi sono arreso al primo ostacolo ma mi sto arrendendo adesso, dopo aver provato di tutto, decine di lavori che mi hanno portato dove sono ora, un ragazzo disoccupato che vive alle spese del suo ragazzo. Dopo 12 anni di relazione che ancora non siamo sposati, ne conviviamo perche’ non abbiamo una casa nostra.
Ora se qualcuno leggerà la mia storia mi dirà di non abbattermi, di lottare perchè la vita è bella, ma io non la vedo così, ho sofferto cosi tanto da non vedere piu’ la luce. Ho sofferto cosi tanto e soffro ancora, non ho concluso nulla nella mia vita, si ho il vero amore ma ora non mi basta piu’, è l’unica cosa che mi fa tenere ancora in vita. Quando anche Gianluca mi lascierà e succederà visto che nessuno vuole stare con una persona vuota dentro allora chiuderò la mia vita per sempre, come avrei dovuto fare tanti anni addietro.
Beh che altro dire, io spero che la mia storia vi faccia riflettere, che tutte le persone che stiano leggendo questo racconto possano apprendere il vero significato delle mie parole e che al loro meglio possano affrontare le avversità della vita. Siate forti, contate sulle vostre capacità e aggrappatevi a ciò che avete di piu’ caro, voi stessi.
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